
Dal 2026 migliaia di impianti dovranno installare i CCI: un passaggio cruciale per la sicurezza della rete elettrica nazionale.
Il 5 agosto 2025 l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha approvato la Delibera 385/2025/R/EEL, che modifica l’Allegato A.72 del Codice di Rete (RiGeDi) e introduce nuovi obblighi per gli impianti fotovoltaici ed eolici connessi in media tensione di potenza superiore a 100 kW.
L’obiettivo è garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale, superando i limiti tecnologici del precedente sistema di teledistacco basato su GSM/GPRS, oggi obsoleto e non più affidabile.
Sintesi operativo della Delibera
La novità principale riguarda i Controllori Centrali di Impianto (CCI), già previsti dalla Norma CEI 0-16. La Delibera rende obbligatoria la funzionalità PF2 – limitazione della potenza attiva su comando esterno del DSO, finora opzionale. Tutti gli impianti interessati dovranno quindi:
- installare il CCI conforme agli Allegati O e T della Norma CEI 0-16,
- attivare la funzionalità PF2 entro le scadenze fissate,
- garantire l’interoperabilità con i sistemi dei distributori, che a loro volta dovranno adeguare le infrastrutture di comunicazione.
Impianti nuovi
Per gli impianti che entreranno in esercizio dopo l’entrata in vigore della Delibera, l’obbligo decorre alla connessione:
- ≥ 1 MW → CCI con PF2 obbligatorio da marzo 2026
- 500 kW – 1 MW → CCI con PF2 obbligatorio da marzo 2027
- 100 – 500 kW → CCI “semplificato” con PF2 obbligatorio da aprile 2027.
Impianti esistenti
Gli impianti già in esercizio hanno invece tempi stringenti per adeguarsi:
- ≥ 1 MW → attivazione PF2 entro 28 febbraio 2026
- 500 kW – 1 MW → installazione CCI e PF2 entro 28 febbraio 2027
- 100 – 500 kW → installazione CCI semplificato e PF2 entro 31 marzo 2027.
Il CEI (CT316) dovrà specificare entro il 31 ottobre 2025 le semplificazioni applicabili ai CCI di taglia ridotta.
Contributi per l’adeguamento
Sono previsti incentivi economici per favorire il rapido adeguamento:
- 10.000 € per impianti tra 500 kW e 1 MW.
- 7.500 € per impianti tra 100 kW e 500 kW.
Il contributo è decrescente nel tempo: chi completa l’adeguamento nei primi mesi riceve l’importo pieno, chi lo fa più tardi riceverà percentuali ridotte (75%, 50% o 25%). Oltre le scadenze, il contributo si azzera.
Responsabilità e sanzioni
I produttori sono responsabili di installare e mantenere i CCI. I distributori devono adeguare i propri sistemi per ricevere i comandi da Terna e inoltrarli agli impianti.
Chi non si adegua entro le scadenze subisce:
- sospensione degli incentivi GSE e delle partite economiche,
- sospensione della valorizzazione dell’energia immessa in rete,
- possibile disconnessione dell’impianto in caso di inadempienze gravi.
Opportunità e criticità
Le nuove regole non portano soltanto obblighi: possono anche aprire a vantaggi concreti nella gestione della rete e degli impianti.
- Maggiore affidabilità nella gestione delle emergenze di rete
- Osservabilità in tempo reale di un numero crescente di impianti.
- Integrazione futura con i mercati dei servizi di bilanciamento
Criticità
Accanto agli aspetti positivi, la Delibera evidenzia però alcune difficoltà pratiche ed economiche che non vanno sottovalutate.
- Sostituzione degli inverter non pilotabili: molti impianti installati prima del 2013 dovranno sostituire inverter e, in alcuni casi, trasformatori e quadri
- Tempi molto stretti: gli impianti >1 MW hanno solo sei mesi per adeguarsi, con rischi di carenza di materiali e di tecnici specializzati.
- Costi aggiuntivi: i contributi coprono solo parzialmente le spese di adeguamento
- Impatto sul mercato: alcune aziende che oggi operano nella manutenzione degli inverter rischiano di ridurre la loro attività a causa delle sostituzioni massicce.
Conclusioni
La Delibera 385/2025/R/EEL rappresenta un passaggio decisivo nella digitalizzazione e regolazione attiva della generazione distribuita.
Indispensabile per la sicurezza del sistema elettrico, richiede però investimenti significativi e una pianificazione accurata da parte dei produttori. Le prossime settimane saranno cruciali: entro il 31 ottobre 2025 il CEI dovrà definire le regole semplificate per gli impianti sotto i 500 kW. Parallelamente, i produttori dovranno avviare subito le verifiche tecniche per non rischiare sanzioni o sospensioni già dal 2026.
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